“Baby killer” – così sui giornali

scritto il 19 novembre 2010 da Fabio

In questi giorni in cui il rapporto tra mafia e Stato è alla ribalta della cronaca italiana, diventa importante citare la bella frase di Michele De Feudis, che sul Secolo d’Italia scrive così di Baby killer.

Il fuoco della scrittura di Ardica diventa così una testimonianza di amore per il Sud inteso in senso di “patria” latina, un appello senza tentennamenti a sconfiggere tutte le mafie per riscattarne bellezza e destino

Per continuare a leggere la recensione del Secolo d’Italia cliccate qui

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Caffeina Cultura – intervista

scritto il 19 luglio 2010 da Fabio

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Recensioni a Baby killer

scritto il 1 luglio 2010 da Fabio

Riportiamo alcune frasi del bellissimo articolo di Giuseppe Bascietto a Baby killer di Giuseppe Ardica

Il libro originale e documentato, accende i riflettori sui ragazzini di Gela che, armi in pugno, hanno conquistato la città, e racconta storie di uomini che popolano la Sicilia di oggi.
[...]
Il mondo raccontato in questo libro, scritto con il piglio della narrativa d’inchiesta, è fatto di stragi, bombe, morti ammazzati e puntuali riscossioni del pizzo. Giuseppe Ardica descrive con crudezza un mondo, dove uccidere è più attraente che vivere nella legalità, dove fare affari con la mafia è più conveniente che combatterla, dove ogni omicidio viene pianificato ed eseguito con precisione, dove raggiungere i trent’anni fuori dal carcere e senza aver ammazzato qualcuno è un fatto raro, insomma un mondo in cui, per un breve periodo di tempo, i criminali più temuti e rispettati sono stati ragazzini di appena quindici anni.
[...]
Il libro rivela la filigrana drammatica della città di Gela, fatta di ricatti e pallottole, politica e occhi chiusi, dove una mafia parallela (la Stidda), minore ma feroce, attecchisce e si arricchisce, mentre la mafia passa di moda ed esce dal circo mediatico. Si racconta un pezzo di Sicilia dimenticata, laterale, invisibile. Senza le cupole palermitane, senza gli eroi dell’antimafia e i boss che hanno fatto la loro guerra allo Stato. Per capire la Sicilia bisogna passare anche di qua, per strade secondarie, città lontane, personaggi sconosciuti.
[...]
Giuseppe con questo libro restituisce i profumi buoni e gli umori cattivi di una Sicilia che oggi vuole presentarsi diversa, senza la sua storia grande e terribile, che in ogni caso bisognerà pur ricordare e raccontare, se si vorrà capire che cosa è stato e che cosa, domani, qui potrà accadere.

L’intero articolo potete trovarlo qui

Segnaliamo qui la recensione al libro de “La Gazzetta del Sud
e qui quella dele “Giornale di Sicilia”

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“Babykiller” libro del giorno per l’ANSA

scritto il 28 giugno 2010 da Fabio

“Scalciava come un puledro al macello. Lo avevamo legato mani e piedi con il fil di ferro, stretto in un angolo e lo interrogavamo con i nostri metodi convincenti: a forza di bastonate alla schiena, di calci in faccia e di picconate sulle cosce. Dalla parte della punta. In modo che il ferro gli strazzazze la carne e arrivasse dritto dritto fino all’osso”.

Inizia cosi’ ‘Baby Killer’, storia di ragazzi d’onore di Gela, di Giuseppe Ardica: un libro denuncia che racconta – sulla sfondo di una Sicilia da girone infernale – l’epopea di ragazzini di strada che tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta, in un crescendo di follia sanguinaria, diventano il braccio armato della ‘Stidda…

Per continuare a leggere l’articolo di Nicoletta Tamberlich cliccate qui

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Questo libro…

scritto il 22 giugno 2010 da Fabio

Questo è un libro nato innanzitutto dai ricordi. Dalle fotografie in bianco e nero che io, da ragazzino, guardavo distrattamente sui giornali. Istantanee di morti ammazzati,  di sangue, di vendette terribili. Allora, però, non sapevo che dietro tutti quei cadaveri, dietro quegli orrori, ci fossero anche ragazzini della mia stessa età. Figli, come me, di una terra bellissima e matrigna.

Questa, lo voglio dire con forza, è una storia di disonore. Il disonore di un popolo, il mio popolo. È il marchio d’infamia su una classe dirigente cieca, incapace di accorgersi che i suoi bambini si erano già tramutati in bestie rabbiose. E che l’innocenza era ormai perduta.

È un libro che parla di ferite ancora aperte e di un dolore che non vuole passare. Nonostante gli anni e nonostante le fotografie ingiallite. Lo sa bene la signora Giordano, la vedova del commerciante di Gela assassinato per avere detto no al pizzo imposto dalla Stidda dei baby killer.

Giuseppe Ardica

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La recensione di Farefuturo

scritto il 21 giugno 2010 da Fabio

Riportiamo uno stralcio dalla recensione di Giovanni Marinetti a Baby killer, sul sito di Ffweb magazine, periodico della Fondazione Farefuturo.

Una storia vera raccontata da Giuseppe Ardica nel libro Baby killer. Storia dei ragazzi killer di Gela, un romanzo che nasce dalle carte, dalle parole dei pentiti, dagli atti dei processi. È la storia di un’altra mafia, la Stidda, che arruola il suo esercito tra ragazzini di 13, 14 anni. Una mafia veloce e crudele, che dichiara guerra a Cosa Nostra.

[...]

“Baby killer” è uno strappo alla memoria che ritorna, che la stampa ha dimenticato e ha raccontato poco e male.

Di seguito trovate l’intero articolo: Le mezze vite dei piccoli killer della Stidda di Giovanni Marinetti

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Baby killer da oggi in libreria

scritto il 16 giugno 2010 da Fabio

da oggi in libreria

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Per i lettori

scritto il 15 giugno 2010 da Fabio

Questo libro non è un romanzo. Purtroppo.
Perché tutti i fatti narrati sono realmente accaduti in Sicilia tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta. Quando un’organizzazione criminale considerata “minore”, la Stidda, lanciò la sfida a Cosa Nostra per il predominio su alcune province dell’isola. Fu una guerra cruenta, con decine e decine di morti da una parte e dall’altra.
Anche i protagonisti di queste pagine non sono frutto della mia fantasia e della mia immaginazione. Si tratta di uomini in carne e ossa. I nomi, invece, non sono quelli reali. Ho usato volutamente i soprannomi, le “ngiurie”, come si dice in Sicilia, con cui i baby killer amavano farsi chiamare.
Soltanto in un caso ho usato un nome vero. Si tratta di Salvatore Tumeo, torturato e impiccato perché colpevole di aver rapinato la moglie di un boss della Stidda. Salvatore Tumeo era un ragazzino. Quando morì, assassinato brutalmente da ragazzini come lui, aveva quindici anni.

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Baby killer – L’incipit

scritto il 3 giugno 2010 da Fabio

Scalciava come un puledro al macello.
Lo avevamo legato mani e piedi con il fil di ferro, stretto in un angolo e lo interrogavamo con i nostri metodi convincenti: a forza di bastonate alla schiena, di calci in faccia e di picconate sulle cosce. Dalla parte della punta. In modo che il ferro gli strazzazze la carne e arrivasse dritto dritto fino all’osso.
Cavallo Pazzo chiedeva e il nostro prigioniero rispondeva singhiozzando. E noi, a ogni frase, ci accanivamo a turno alternando i cazzotti ai colpi sul naso e sugli zigomi con il calcio di una Beretta sette e sessantacinque con la matricola limata.
«Dimmi chi ha sparato a mio fratello. Dimmillo, che poi te ne torni a casa tua!»
«Gli hanno sparato Argello e Trinca su ordine dei Rubulìa. Il vecchio vi vuole ammazzare. Vi vuole morti perché dice che non lo rispettate abbastanza.»
«E chi è che bruciò la mia macchina? Lo sai?»
«So per certo che furono Giuseppe Zibia e Paolo Grainito. Lo fecero con la benzina che io stesso avevo procurato.»
«Sei stato tu a sfregiare e a rapinare mia moglie?»
«Sì, ma io non lo sapevo chi era. Non era un’offesa a vossia. Non mi sarei mai permesso. Mi deve perdonare. Per favore, per carità lassatimi stare. Non sapevo che quella signora bionda che rapinai fosse vostra moglie!»
Il mischino parlava mescolando verità e bugie nella speranza di farci contenti e di continuare a campare. Mentiva. Inventava particolari di circostanze che non poteva conoscere per il semplice motivo che non erano mai avvenute.
Puvurazzu, non aveva capito niente. Le domande erano soltanto una scusa. Un gioco. La nostra maniera di passare il tempo e di allontanare la noia in quelle giornate troppo lunghe, passate a giocare a carte e ad allenarci con le pistole tirando alle bottiglie vuote.
In realtà, avevamo deciso di scannarlo ancora prima di prenderlo.

Baby killer di Giuseppe Ardica

in libreria da mercoledì 16 giugno

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